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Prato

Prato: tra arte ed industria...

Prato, nota soprattutto per l'industria tessile che nel dopoguerra l'ha resa una delle città più popolate della regione. Prato è dalla fine del 1992 il capoluogo della decima provincia toscana. Oltre alla fama di centro industriale qualificato, Prato vanta un patrimonio artistico di grande valore: dalla geometria di Santa Maria delle carceri allo splendido duomo, dal castello dell'imperatore al museo Pecci.

L' itinerario prende il via da piazza San Marco e, lungo viale Piave, raggiunge piazza Santa Ma­ria delle Carceri dove si visitano il castello del­l'Imperatore e la chiesa. Quasi contigua a piazza San­ta Maria delle Carceri è piazza San Francesco, su cui prospetta l'omonima chiesa. Si prosegue per via Ri­naldesca fino a palazzo Datini. A destra, seguendo il fianco sinistro del palazzo, si sbocca in piazza del Co­mune, sede del Palazzo comunale, del Palazzo preto; rio e del Museo del Tessuto. Seguendo via Guasti si raggiungono la chiesa di San Domenico e il Museo delle Pitture murali. Dalla piazza San Domenico si ri­prende un tratto di via Guasti, si gira a sinistra in via Muzzi e si entra in piazza del Duomo. Il Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pece i, che si trova in una zona periferica a sud-est della città, si può raggiunge­re in auto o con i mezzi di trasporto pubblico.
 

  • Castello dell'Imperatore: La poderosa fortificazione in pietra calcarea fu innalza­ta nella prima metà del XIII secolo sotto gli auspici di Federico Il di Svevia. Lopera fu commissionata all'ar­chitetto militare Riccardo da Lentini, che aveva già progettato i castelli di Augusta, Catania e Siracusa. Conosciuto anche come fortezza di Santa Barbara, il castello è coronato da merli ghibellini e sorge nel sito di un antico castello dei conti Alberti. Le singolari tipo­logie architettoniche, ispirate al modello delle fortifi­cazioni sveve e integrate da influssi romanici, nor­manni e saraceni, ne fanno un edificio unico in questa parte dell'Italia centrosettentrionale. Da notare il por­tale con frontone triangolare e statue di leoni.
  • Santa Maria delle Carceri: Eretta per onorare un'immagine miracolosa della Ma­donna apparsa sul muro del carcere delle Stinche, la basilica è un edificio di rilevante pregio architettonico, punto fermo dell'architettura rinascimentale per l'ar­monia delle proporzioni. È opera di Giuliano da Maia­no, che la iniziò nel 1485, e di Giuliano da Sangallo, che la portò a termine per intervento diretto di Loren­zo il Magnifico. La pianta è a croce greca sormontata da una cupola, mentre il para mento esterno, in marmi bianco-verdi, non fu mai portato a compimento. L'in­terno, di concezione rinascimentale, è ornato da un fregio in maiolica e da tondi eseguiti da Andrea della Robbia; il coro intarsiato è del XVI secolo.
  • San Francesco: La chiesa è una costruzione tardoduecentesca dalla bella facciata in alberese e marmo verde di Prato, con ampio portale strombato e timpano triangolare ritenu­to opera di Giuliano da Sangallo. L'interno, a un'unica navata, ha tre cappelle absidali e custodisce il notevo­le monumento funebre di Gemignano Inghirami*, attribuito a Bernardo Rossellino. Di notevole pregio anche un Crocifisso in legno (XIV secolo) e la lastra fu­neraria di Francesco di Marco Datini, opera quattro­centesca di Nicolò Lamberti. Da un chiostro affresca­to del XV secolo si accede alla cappella Migliorati* o Sala capitolare, che conserva un ciclo di affreschi (1395 circa) eseguiti da Niccolò di Pietro Gerini, con Crocifissione e santi nella parete di fondo.
  • Palazzo Datini: Sorto alla fine del XIV secolo come residenza del mer­cante e banchiere pratese Francesco di Marco Datini, palazzo Datini è un raro esempio di dimora privata tar­dogotica. Il palazzo conserva buona parte degli affre­schi e delle sinopie che arricchiscono gli ambienti in­terni e le facciate esterne; tra i vari artisti spiccano i nomi di Niccolò di Pietro Gerini e Arrigo di Niccolò.
  • Piazza del Comune: La piazza del Comune, ornata dalla fontana del Bacchi­no di Ferdinando Tacca (la scultura originale è conser­vata nell'atrio del Palazzo comunale) e dal monumento ottocentesco al mercante pratese Francesco di Marco Datini, vissuto nel tardo '300, è dominata dal poderoso Palazzo pretorio, che riunisce in un imponente edifi­cio merlato e turrito una casa-torre del XIII secolo e un'aggiunta gotica del XIV secolo. Nel Palazzo pretorio ha sede il Museo civico (nel 2005 chiuso per restauro) con opere di scuola toscana (sec. XIV-XVIII). romana e napoletana del '600 e del '700. Tra i maggiori artisti si ri­cordano Bernardo Daddi, Lorenzo Monaco, Filippino' Lippi, i della Robbia, Luca Signorelli. AI Museo appar- , tiene anche un'importante raccolta di disegni, stam­pe e cartoni di artisti pratesi de1l'800. Il lato opposto della piazza è definito dal Palazzo comunale, costru­zione trecentesca con logge e facciata tardosette­centesche. All'interno, nel salone del Consiglio, che dal 1290 ha ospitato il consiglio del comune di Prato, è collocata la Ouadreria comunale, con ritratti dei Me­dici, dei Lorena, dei benefattori e degli uomini illustri.
  • San Domenico: Edificio gotico sorto fra il XIII e il XIV secolo, ha faccia­ta incompiuta e lato sinistro ornato da bifore e arche sepolcrali gotiche. L'interno, di aspetto barocco, cu­stodisce un Crocifisso di Lorenzo di Niccolò (XIV seco­lo). L'annesso convento, con chiostro trecentesco, ac­coglie il Museo di Pittura murale, nel quale si ammira­no sinopie, affreschi staccati e graffiti, qui tràsferiti da antichi edifici cittadini e dal circondario pratese. Autori delle opere sono Bernardo Daddi, Paolo Uccello, Agno­lo Gaddi, Niccolò di Pietro Gerini e Girolamo Ristori.
  • Duomo: Sorto sul luogo dell'antica pieve di Santo Stefano (ante­riore al sec. XI), il duomo è un bellissimo esempio di ar­chitettura romanico-gotica, con pregevole facciata rive­stita di marmo bianco e verde a fasce alterne. Il portale, opera di Niccolò di Piero Lamberti, è sormontato da una lunetta ornata da una terracotta invetriata di Andrea del­la Robbia con la Madonna, il Bambino e i santi Stefano e Lorenzo. Nell'angolo destro della facciata si ammira il pergamo*, pregevole realizzazione rinascimentale di Donatello, che scolpì la Danza dei putti (i pannelli origi­nali sono nel Museo dell'Opera del duomo), e di Mi­chelozzo, autore del capitello bronzeo alla base. Il fianco del duomo è ornato da archi ciechi romanici, e il bel campanile è alleggerito da bifore e trifore. L interno è una raffinata testimonianza del romanico a Prato. Il transetto è un'aggiunta gotica attribuita a Giovanni Pisano. Tra le opere che arricchiscono l'interno: il perga­mo (Mino da Fièsole e Antonio Rossellino); gli affreschi di Agnolo Gaddi nella cappella della Sacra Cintola; e inoltre affreschi di Paolo Uccello e di Filippo Lippi; ope­re di Giovanni Pisano e Benedetto da Maiano; lavori in bronzo di Ferdinando Tacca e Maso di Bartolomeo.
  • Museo dell'Opera del duomo: Il Museo dell'Opera del duomo ha sede nel Palazzo vescovile, e comprende un bel chiostro romanico. Conserva oggetti preziosi, arredi sacri, miniature e al­cune importanti opere (affresco staccato di Paolo Uc­cello, ancona di Santa Lucia, già attribuita a Filippino Lippi, tavola di Filippo Lippi con la Morte di San Giro­lamo, pale d'altare di Carlo Dolci e Livio Mehus). Oltre ai bassorilievi originali della Danza dei puttidel pulpito di Donatello, notevole il reliquiario della cappella del­la Sacra Cintola di Maso di Bartolomeo (1446).
  • Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci: Alla periferia sud-est della città si trova il Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci, progettato da Italo Gamberini e aperto nel 1988. In avveniristiche strut­ture si tengono esposizioni temporanee, mentre le collezioni permanenti, esposte a rotazione, hanno opere di artisti internazionali, quali Rousse, Messina, Kapoor, Opie, Bagnoli, Cucchi, Kabakov, Merz, Zorio e altri. Simbolo del centro è la scultura in metallo di Anne e Patrick Poirier dal titolo Colonna cadente. 

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